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ANNO IVNumero 2359
22 novembre 2006 Pubblicato in Bari

Direttore Responsabile: Francesco Lillo - Redattori: Angelo Ambriola, Felice Laudadio, Patrizia Sgambati
Iscritto al Registro Pubblico della Stampa del Tribunale di Bari in data 25/02/2003

Un piano regionale strategico e complessivo contro le violenze alle donne
La proposta della Commissione pari opportunità e di Giraffa per il 25 novembre

 

 Balza subito agli occhi. L’assenza delle istituzioni nell’organizzazione, a Bari, della settima giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro la donna, sabato 25 novembre, istituita con una risoluzione unanime dell’assemblea generale dell’Onu il 17 dicembre 1999, in seguito alla uccisione, nella Repubblica Dominicana, di due donne che osarono ribellarsi al sistema. Molte le adesioni personali delle parlamentari pugliesi, delle assessore regionali, dei partiti, anche del sindaco delle città Michele Emiliano, ma le istituzioni latitano. “E’ vero in tutte le altre città italiane i comuni, le regioni, le province si sono fatte carico dell’organizzazione della giornata mondiale – ha confermato Maria Pia Vigliante, presidente di Giraffa onlus, l’associazione che ha organizzato, sabato prossimo, nella sala consiliare del comune di Bari il dibattito sulla “violenza negata: i volti oscuri del maltrattamento delle donne”. L’iniziativa è stata presentata alla stampa nella sala consiliare della regione Puglia dalla Commissione pari opportunità e dall’associazione Giraffa. “Chiediamo che le istituzioni si esprimano – ha detto la neo eletta presidente della commissione Magda Terrevoli – chiediamo loro una parola pubblica di fronte ad un’emergenza drammatica come quella che stiamo vivendo in questa regione. Vorrei solo ricordare l’ultimo episodio di violenza sessuale perpetrato ai danni delle due donne disabili di  San Giorgio Jonico. Avevamo sperato in un mondo migliore – ha concluso la Terrevoli – oggi speriamo in un atteggiamento diverso e propositivo delle Istituzioni”. Ma la violenza ai danni della donna purtroppo non la si coniuga al singolare bensì al plurale. “Assistiamo ad una recrudescenza delle molteplici violenze sulle donne – ha detto la Vigilante – non solo quelle violenze che si chiamano stupri, abusi sessuali e maltrattamenti, ma anche quelle violenze psicologiche (da quelle economiche alle molestie nei luoghi di lavoro) così difficili da definire perchè più subdole. E poi non si può continuare a tacere – ha continuato la presidente di Giraffa – di fronte alle mutilazioni genitali, a quella pratica che si chiama infibulazione”. Argomento delicatissimo questo anche per Fama Said che denuncia quanta poca attenzione al dibattito sulla infibulazione ci sia in Puglia. “Troppo silenzio da noi, bisogna cominciare a parlare perchè il problema va affrontato, va contestualizzato a livello culturale ed è giusto chiedersi, ad esempio, perché sono proprio le madri che accompagnano le loro figlie a sottoporsi a questa pratica”. Testimonianze poi della psichiatra Tina Abbondanza (“è importante impegnare le istituzioni formative a tutti i livelli”) e di Maria Laterza (“è mancata in questi anni una unione di forze trasversali che oggi bisogna riprendere”). Alla conferenza stampa ha partecipato il consigliere regionale della Margherita Pina Marmo, preoccupata “per il silenzio tombale della Puglia su questi temi” di fronte ai quali è necessario “fare rete per focalizzarne la drammaticità”. La Marmo si è impegnata a seguire le attività dell’associazione Giraffa insieme con la commissione pari opportunità per lavorare sull’adozione di un piano d’azione strategico e complessivo, contro la violenza sulle donne. “Abbiamo bisogno di sostegno economico – ha detto la Vigilante – perché i centri di ascolto di donne maltrattate costano molto e non possiamo continuare a tenerli aperti grazie alla disponibilità delle stesse donne maltrattate”. La promessa dunque è quella di voltare pagina e di impegnarsi anche nella prevenzione della violenza che significa modificare quella cultura che è alla base di ciò che genera violenza. (su.nap.) 

ANNO IV
Numero 2397
24 novembre 2006 Pubblicato in Bari -

Direttore Responsabile: Francesco Lillo - Redattori: Angelo Ambriola, Felice Laudadio, Patrizia Sgambati
Iscritto al Registro Pubblico della Stampa del Tribunale di Bari in data 25/02/2003

 
"Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne"

Pepe: "la Puglia e le istituzioni sostengono le donne con determinazione"
 

Il presidente del Consiglio, Pietro Pepe, interviene in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne.

 

Il 25 novembre è la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne", secondo quanto deciso dall'Onu.

Le donne di Puglia si incontreranno a Bari per discutere, confrontarsi e  per affermare le loro idee.

Ed è anche in questa occasione che vorrei esprime loro la mia vicinanza e partecipazione come cittadino ma soprattutto come uomo di Istituzione.

Sono fermamente convinto che i politici dovrebbero ascoltarle ed accettare i loro suggerimenti. Sono fermamente persuaso dell'importanza, da loro auspicata, circa l'applicazione della  tolleranza zero sulla violenza contro le donne. Non possiamo e non dobbiamo come uomini e come politici permettere che tale istanza sia portata avanti solo dalle donne ma deve trasformarsi in una sollecitazione della intera società italiana. Noi politici, dobbiamo interrogarci e farlo con passione, comprendere il perché, pur in presenza di leggi promulgate contro la violenza in molti Paesi europei, i dati del rapporto sugli effetti della loro applicazione  sono deludenti e rilevano la loro inadeguatezza non riuscendo a sradicare quella impunità di cui troppo spesso i violentatori  godono. Come Presidente del Consiglio regionale della Puglia sono particolarmente attento, alle nuove istanze che potranno giungermi dal mondo femminile affinché possa essere migliorato e modificato il nostro Statuto regionale a garanzia della corretta applicazione dei principi di parità. Nonostante tutta la retorica positiva circa l'equità di genere, molte donne ancora sono private dei loro diritti. È di pochi giorni fa il monito del Presidente Napolitano circa la scarsa rappresentanza femminile nel mondo della politica  e la forte discriminazione sul mercato di lavoro. Accolgo questo monito e vi esorto a non accontentarvi. Posso assicuravi che in Puglia le istituzioni pubbliche vi sostengono con convinzione e determinazione.

<<Le donne rivendichino una authority femminile»

Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenendo a Bari ad un convegno dell'associazione Giraffa in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne

BARI - Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ricorda che «il lavoro da compiere è molto lungo e complesso. Penso che le donne debbano rivendicare la richiesta di una vera e propria authority femminile che interferisca quotidianamente con le scelte di governo, con la produzione legislativa, che non debbano essere una sorta di coro muto al lato delle istituzioni ma debbano poter invadere quotidianamente le istituzioni». Vendola, intervenuto a Bari ad un convegno dell’associazione Giraffa, rimarca che «la Regione Puglia dal punto di vista dei diritti delle donne «è abbastanza arretrata. Vi è una legislazione regionale che fa vergogna, che impone ai partiti quote rosa nella composizione delle liste elettorali e poi prevede soltanto delle multe ma, per esempio - aggiunge Vendola - neanche quelle multe modeste i partiti riescono a pagare», cosa per cui il presidente della Regione pensa «di doversi rivolgere a qualche autorità competente per chiedere che almeno questa piccola e vergognosa norma comunque venga rispettata».
«Dobbiamo mutare la legge elettorale - continua Vendola - perchè non è possibile immaginare che i partiti vengano rimproverati se non danno spazio alle donne.
Bisogna rompere il monopolio maschile della politica e del potere, bisogna sviluppare attività culturali e ricostruire quella rete di servizi sociali che consente al genere femminile di liberare tempo».
«La violenza nei confronti delle donne è una realtà purtroppo endemica. E’ un fenomeno che nessuna forma d repressione penale riesce a ridurre significativamente.
L’esercizio di onnipotenza del genere maschile - dice ancora Vendola - si manifesta attraverso un’idea e una cultura e pratica della sessualità che è fondata sulla mimesi dei rapporti di potere: esercizi di potenza sul corpo delle donne.
Le donne vengono violentate, molestate, sottoposte a mobbing e questo accade - conclude - mentre la politica compie dei riti puramente celebrativi del genere femminile o riduce ad ornamento e retorica la presenza del genere femminile nei luoghi del potere nella produzione del simbolico e di scelte efficaci per la vita quotidiana».

25/11/2006

DONNE: MARITATI, CONTRO VIOLENZA IN ARRIVO PENE PIU' SEVERE    
IL SOTTOSEGRETARIO, QUESTIONE FEMMINILE RIGUARDA INTERA UMANITA'       
BARI   
    (ANSA) - BARI, 25 NOV - Una "chiamata alla mobilitazione
generale per pretendere, con la presenza e la partecipazione,
che gli strumenti a disposizione della parità tra uomini e
donne, siano concretamente usati". E' l'invito fatto oggi a
Bari dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati alle
donne riunite nella sala consiliare del Comune per fare il punto
sulla difesa dei loro diritti, in occasione della Giornata
mondiale della violenza alle donne.
   "La questione femminile non riguarda solo le donne ma
l'intera umanità- ha sottolineato - e la strada deve essere
percorsa con coerenza e sistematicità; la solidarietà non
basta e non basta celebrare una festa, questi valori vanno
rispettati nella quotidianità". "Le donne, anche in politica
- ha aggiunto - non devono aspettarsi che qualcuno regali loro
qualcosa in termini di libertà ed uguaglianza, devono invece
mobilitarsi e pretendere di partecipare". "Il ministero alla
Giustizia - ha annunciato - sta mettendo a punto un disegno di
legge sulla violenza alle donne che è molto articolato ed
aggrava le pene. Restiamo però sempre nel campo della
repressione penale che è importante ma non risolutivo. Le
azioni come quella odierna devono avere un seguito nel lavoro
quotidiano pretendendo il rispetto e l'applicazione di strumenti
che ci sono, a partire dalle leggi".
   "Se le donne elette sono poche - ha proseguito Maritati - la
colpa è dei partiti, ma forse anche delle donne; allora compito
della politica è evitare che si perpetuino situazioni di
svantaggio nei confronti delle donne mettendo in moto, e qui
sono chiamate le istituzioni, meccanismi concreti e
finanziamenti per non lasciare sole le associazioni". (ANSA).

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Giornata Mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili

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