|
giraffa
home
chi siamo
iniziative
temi
non più
schiave
violenza
sulle donne
risorse
links
normativa |
liberiamo la speranza
La tratta di esseri umani a fini sessuali è un fenomeno che coinvolge, con esisti drammatici, molte ragazze immigrate in Italia. Il nostro Paese, per configurazione e collocazione geografica, è un approdo privilegiato per i traffici provenienti dall’Albania e dai Paesi dell’ex Jugoslavia: la Puglia ne rappresenta la terra di frontiera, una porta spalancata sulla schiavitù di giovani donne.
L’associazione Giraffa Onlus e la Commissione regionale per le pari opportunità, consapevoli della posizione strategica rivestita dalla Puglia nelle rotte della tratta delle donne, hanno promosso un’iniziativa di mobilitazione per sensibilizzare i cittadini pugliesi: domenica 27 febbraio si è celebrata la prima “Giornata regionale contro la tratta”, appuntamento destinato a rinnovarsi nei prossimi anni.
“Tra le molte, forse troppe “giornate” con finalità puramente commerciali - dice Nunzia Bernardini, Presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità - ne abbiamo voluto inserire una di argomento duro, sperando che possa essere un invito alla riflessione”.
Associazioni, istituzioni e cittadini pugliesi si sono uniti per formare una lunga catena umana che, percorrendo strade e piazze lungo un itinerario che va dalla stazione ferroviaria al porto di Bari, ha testimoniato l’impegno contro la tratta e lo sfruttamento a fini sessuali dell’immigrazione clandestina. E' stata l’occasione, ancora una volta, per diffondere la conoscenza del numero verde 800-290-290, un servizio a cui le ragazze costrette a prostituirsi possono rivolgersi per una richiesta di aiuto.
Per Maria Pia Vigilante, Presidente di Giraffa, l’associazione cui è affidata la postazione regionale del numero verde anti-tratta, “L’aver scelto ancora una volta il simbolo della catena si deve al fatto che essa evoca non solo l'immagine della costrizione ma anche un abbraccio solidale contro la perdita della libertà. Vorremmo far scendere in strada tutti coloro che condividono i nostri valori - primo fra tutti quello dell’autodeterminazione - senza chiudersi dietro le imposte dell’indifferenza. La nostra lotta ha bisogno dell’impegno comune, perché è una battaglia contro quel torpore delle coscienze che sta inesorabilmente dilagando nella società”.
|
 |