Mafie e violenza di genere

26/02/2026

Si parlerà di MAFIE E VIOLENZA DI GENERE, domani mercoledì 25 febbraio alle 15.00, nella Sala conferenze AQP di Palazzo dell’Acqua a Bari, nell’ambito della seconda giornata del Corso per le competenze trasversali, diretto dalla professoressa Francesca R. Recchia Luciani e coordinato dall’avvocata Maria Pia Vigilante, organizzato dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e APS Giraffa, sostenuto dalla Regione Puglia e realizzato in collaborazione con AQP e Libreria Laterza Ubik, con il patrocinio del Centro Interdipartimentale di Studi sulle Culture di Genere, del Festival delle donne e dei saperi di genere e del Dottorato in Gender Studies, nell’ambito del progetto Second Life con il sostegno di Fondazione con il Sud.

A parlarne sarà Celeste Costantino vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, fondatrice dell’Associazione antimafie daSud, eletta alla Camera dei Deputati nella XVII Legislatura e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Durante la legislatura ha chiesto per prima e ottenuto l’approvazione dal Parlamento Italiano della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.
Ad approfondire il tema anche il procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Bari Giuseppe Gatti che si occuperà di Parallelismi tra mafia e violenza di genere e Maria Pia Vigilante presidente dell’APS G.I.R.A.F.F.A. che parlerà di Femminilizzazione della mafia e violenza di genere.

Seguirà alle 18.30 nella Libreria Laterza Ubik, la presentazione del libro di Celeste Costantino pubblicato da Fandango e intitolato I predatori. Sesso e violenza nelle mafie. Converseranno con l’autrice il procuratore aggiunto della procura della Repubblica di Bari Giuseppe Gatti e la procuratrice capo della Procura della Repubblica di Taranto Eugenia Pontassuglia.
Celeste Costantino si occupa da anni di violenza di genere e ha realizzato un saggio sul rapporto fra cultura patriarcale e mafia. Conoscere la sessualità delle mafie significa avere una lente privilegiata per scoprirne i punti deboli, individuarne le fragilità laddove si ritengono non solo invulnerabili ma anche sostenute e spalleggiate da una società che ancora sminuisce e nega la violenza sulle donne. PREDATORI è un racconto di vite, un manifesto della brutalità delle mafie, dell’anacronistica difesa di pretesi valori che nulla hanno a che fare con l’onore e il rispetto, con la protezione e il mantenimento delle tradizioni familiari e culturali, ma parlano molto più di coercizione, molestia, pedofilia e sfruttamento sessuale.
Attraverso un’analisi approfondita e testimonianze toccanti, il libro mette in luce la falsità del mito mafioso della protezione dei deboli e rivela come, al contrario, nessuno sia realmente al sicuro dall’impeto distruttivo di queste organizzazioni criminali.

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